musica e musicisti a Venezia dalle origini ad Amendola

 

Maria Girardi

 

carattere e stile imita i precedenti lavori gabrieliani, anche nel titolo stesso, ed è un omaggio al grande veneziano.

Il noto storico Francesco Sansovino nel descrivere gli organi di San Marco e la fantasiosa prospettiva mantegnesca delle portello, di uno degli organi (distrutti per altro nell'Ottocento), dipinte da Gentile Bellini, racconta: "II suono di quest'organo di Fra Urbano è  soavissimo; e tanto  più soave quanto  che viene  dal  più  eccellente organista, ch'abbia oggidì la nostra Italia, sonato; e questi è Giovanni Gabrieli, degno d'ogni lode per la rara e singolar virtù che regna in lui in simil  professione".

Lo stesso Giovanni è prodigo nell'offrire il più bei giudizio sullo zio nella Prefazione ai Concerti: "Se Messer Andrea Gabrieli (felice memoria) non fosse stato mio zio, ardirei di dire (senza timore di essere biasimato) che, si come pochi Illustri Pittori e Scultori sono stati al mondo, così pochissimi fossero stati gli eccellenti Compositori e Organisti, com'egli fu. Ma perché di consanguinità gli sono poco meno che figliolo, non mi conviene dir di lui liberamente quello che l'affettione dettata del vero mi ministrarebbe: perché chi può negare, che non sia stato mirabile, e quasi  Divino in  tutti i generi armonici.  Potrei lodarlo nell'Arte, nelle rare inventione, nelle maniere nove, nel dilettevole stile, non solamente, perché sia stato grave, e dotto nelle sue compositioni, ma per esser insieme comparso tanto vago e leggiadro,  che chi ha gustato il suono de' suoi concerti, e l'Armonia dei suoi contrappunti (e voglia dir il vero) può dire d'haver vera, e inusitata dolcezza.

Potrei  dire, che da suoi componimenti si vede aperta-mente quanto egli sia stato singulare nell'imitatione in ritrovar suoni esprimenti l'energia delle parole e de' concetti".

La situazione singolare della città di Venezia, la sua autonomia, il suo sviluppo continuo che, durante il Rinascimento, l'ha trasformata significativamente in mezzo a un'Europa dilaniata dalle guerre, hanno avuto un'azione determinante sulla potenza creatrice degli artisti che vi avevano trovato rifugio.

Si può dire che Venezia, repubblica delle arti per eccel-lenza, ha captato dal continente le  influenze determi-nanti per restituirgli lo splendore durevole della  sintesi da

essa operato.

E' forse questo il segreto dell'attrazione e dell'orgogliosa supremazja che, per molti secoli al tempo della sua piena grandezza, ha esercitato su tutti i territori vicini.

Nata dall'unione di due elementi permanenti, acqua e cielo, la città conobbe il suo primo slancio dall' impo-stazione architettonica, continuata nel corso di lunghissimi secoli ed esauritasi gloriosamente durante l'Ottocento.

L'orizzontalità imposta dalla configurazione lagunare è ancor più accentuata dall'imponenza del campanile di San Marco che, svettando anche sugli sguardi più lontani, segnala la presenza della Basilica dorata, cuore principale degli avvenimenti musicali della città.  

San Marco, fondata nell'864 per ospitare i resti dell'apostolo Marco, ricostruita interamente fra il 1042 e il 1085, diventa alla fine, proprio durante tutto il Cinquecento, l'asse culturale della città.

Edificata su di una pianta a croce greca (ad imitazione  delle chiese bizantine e della più vicina Santa Maria di Jesolo, di cui ora restano solamente poche rovine) in cima alla quale si ergono le cinque cupole in  stile bizantino, nel corso dei secoli si modifica accogliendo plurimi stili, tra cui la facciata romanica del XII secolo, ornata più tardi da frontoni fronzuti e da pinnacoli dorati in stile gotico.

L'insieme non fu terminato che nel Cinquecento, in una splendente apoteosi di mosaici, marmi e pietre preziose.

Da questo miscuglio di elementi eterogenei traspare però un' armonia profonda, per la quale, al di là del tempo pittori e musicisti hanno creato in funzione della sua forma architettonica unica; Andrea e Giovanni Gabrieli con le loro musiche create appositamente per la Basilica, cioè la cappella del doge,hanno concepito una  musica  spaziale, audacemente congegnata per dar forma "stereofonica" alle  sonorità vocali e stru-mentali opposte tra le tribune rappresentando così il risultato di un'età d'oro della storia musicale veneziana.

I maggiori musicisti  stranieri dal  Cinquecento all'Otto-cento approderanno a Venezia, facendo sì che la con-suetudine fosse intensissima, sia per godere delle bellez-ze della città sia per rappresentarvi lavori, far  stampare

Venezia. Basilica di S. Marco.
 


 

 

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