NEL BASSO FRIULI
Leonardo Trevisan

 Polesine terra da scoprire Padova città d'arte Territorio padovano e colli euganei
Tra Padova e Altino Altino Venezia fortificata e laguna sud

Il Sile  

  Verso il portogruarese e Caorle
Nel basso Friuli Aquileia Il litorale balneare della via Annia
leo@fondazionepremioaltino.it  

Dopo la fine dell’impero romano il dominio del Friuli passò sotto la popolazione Longobarda che durò fino al 794 d.C. 

Seguirono periodi di incertezza politica e altre incursioni da parte degli Ungari, finchè nel 952 gli Ottoni di Germania stabilirono il loro dominio sul territorio. Nel frattempo Aquileia, con la presenza e l’influenza dei patriarchi, andava sempre più rafforzandosi, divenendo un punto di riferimento sia religioso che politico.

Al patriarca di Aquileia, nel 1077,  fu concessa l’investitura feudale e potere per trasformare il territorio friulano in un’entità autonoma all’interno dell’Impero germanico. Ecco nascere uno Stato con struttura politica di tipo feudale. Il potere temporale del Patriarca finì con la conquista del territorio da parte della repubblica di Venezia nel 1420.

Sotto il dominio della Serenissima la città di Udine acquista un rilievo sempre maggiore, dal punto di vista politico, sociale e culturale, divenendo quindi la capitale del Friuli. Nel 1751 il Patriarcato di Aquileia viene soppresso e nel 1797, a seguito dell’invasione napoleo-nica, il territorio passa sotto al dominio austriaco, francese (1805-1813) e ancora austriaco.

Nasce la Provincia di Udine e nel 1866 il Friuli venne annesso al Regno d’Italia. Dopo le due guerre mondiali il territorio friulano era caratterizzato da un’economia prevalentemente agricola e da una forte emigrazione, ma in seguito conobbe un sempre maggiore sviluppo fino ad arrivare all’attuale benessere economico e sociale.

Il territorio friulano, come quello veneto, fu civilizzato fin dall’epoca del bronzo, vedendo la presenza della popolazione dei veneti, nella pianura, e di Galli Carni, della famiglia dei Celti, nelle montagne. Tra il II e il I secolo a.C. il Friuli venne romanizzato con Aquileia, Iulium Carnicum (Zuglio) e Forum Iulii (Cividale) municipium. Il Friuli  nel 167 d.C. subì l’invasione dei Quadi, nel 400 d.C. quello dei Visigoti e nel 412 d.C. quella degli Unni guidati da Attila.

I COMUNI DEL LITORALE

I comuni di Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Latisana, Palazzolo dello Stella, Precenicco, Muzzana del Turgnano, San Giorgio di Nogaro, Cervignano del Friuli e altri comuni limitrofi stanno offrendo al territorio un buon potenziale sviluppo turistico. 

Oltre al mare e spiaggia il litorale del Friuli offre al turista d’oggi nuove opportunità culturali e di ospitalità, che contengano memorie d’identità, conoscenza dell’ambiente e della tipicità locali che si trovano nell’entroterra. Pertanto il territorio si presta ad essere visitato anche dopo la stagione balneare.

Di notevole interesse sono le foci dello Stella e la Valle Canal Novo di Marano Lagunare, la strada “Vino e Sapori”, i percorsi fluviali, ciclabili e automobilistici per un turismo naturalistico, culturale, ricreativo ed enogastronomico.
 

 LATISANA

Al tempo dei romani era una stazione di posta lungo la Via Annia, oggi è un importante porto fluviale.

Da visitare il duomo dove spicca la pala di Paolo Veronese (1566-67).
 

PALAZZOLO DELLO STELLA

Un centro bagnato dal fiume Stella dove vennero rilevate tracce di un ponte romano. Reperti antichi sono conservati nel Museo dello Stella.
 

MUZZANA DEL TURGNANO

Di rilievo, nella chiesa di San Vitale, un prezioso organo del settecento con elevata qualità sonora. Interessante il bosco planiziale ceduo.
 

MARANO LAGUNARE

Caratteristico comune lagunare di origini antiche. Merita una visita il ristrutturato centro storico ricco di edifici testimonianti la storia ed il ruolo dell’insediamento nel contesto territoriale.

Passeggiando all’interdo del centro, tra calli e piazzette, si ha sensazione di essere a Venezia anche se la presenza, quasi delicata, delle macchine distrae l’attenzione.

Nel Museo Municipale sono conservati oggetti e frammenti vari, di origine romana, rinvenuto in laguna dai pesca-tori.

Il porto di Marano con Aprilia Marittima e Punta Faro, evidenzia l’aspetto nautico da diporto e residenziale.
 

CERVIGNANO DEL FRIULI

Nel periodo romano Cervignano era legato alla città di Aquileia.

La presenza del fiume Ausa e dal passaggio della Via Annia e della Via Iulia Augusta lo rendeva punto importante per l’economia dell’agro aquileiese.
Oggi Cervignano è una cittadina moderna dedita al terziario.

I segni della storia: parte di pavimento in mosaico dell’abbazia di San Michele Arcangelo e la settecentesca villa Bresciani-Attes.

A Strassoldo: la villa Chiazza con il grande parco, il castello, i borghi e le chiese costituenti un complesso di straordinario interesse ambientale e storico.

SAN GIORGIO DI NOGARO
-Con la collaborazione della Biblioteca Comunale Villa Dora e


S.Giorgio di Nogaro.
Reperti recuperati nel corso degli
scavi archeologici. Anello, anfora,
mosaico, vaso, tappo e fondazioni.



Le foto sono di proprietà del Ministero dei Beni Culturali.

della Associazione Culturale ad Undecimum-  

San Giorgio di Nogaro ha origini molto antiche, documentate da numerosi ritrovamenti archeologici.

L'impianto originario risale all'epoca romana, qui infatti si trovava una stazione di posta lungo la via Annia, la "Mutatio ad Undecimum".

Le mutatio erano i fabbricati per il ristoro dei viaggiatori e gli alloggi

dei dipendenti: una sorta di posta per il cambio dei cavalli.

La zona faceva parte dei possedimenti aquileiesi; di qui passava la via Annia, che metteva in comunicazione Padova con Aquileia, e lungo la quale si svilupparono i quattro nuclei abitativi più antichi: Chiarisacco, Zuccola, Borgo di Sopra, Zellina.

Nei secoli successivi l'espansione urbana si spostò
più a sud, dove si trova attualmente San Giorgio, il cui toponimo risulta essere di epoca medievale.

In epoca medievale San Giorgio di Nogaro seguì le sorti della Regione, che vide dapprima il dominio dei Patriarchi di Aquileia e in seguito quello della Repubblica di San Marco.

Un momento decisivo della sua storia è dato dalla Dieta di Worms (1521), nella quale si stabilì che San Giorgio, assieme ad altre ville friulane, fosse ceduto all'Austria.

In seguito alla Terza Guerra d'Indipendenza, San Giorgio diventò Comune di confine con il Friuli Orientale rimasto all'Austria.

Proprio grazie alla sua posizione geografica, si sviluppò notevolmente il commercio locale ed internazionale, le attività mercantili, portuali e terrestri, le attività artigianali e la produzione agricola.

Durante la Grande Guerra fu fondata l'Università Castrense per studenti in medicina richiamati alle armi, con un corso di medicina e chirurgia.

Nel primo dopoguerra la risorsa principale del Comune rimase quella agricola, attorno alla quale gravitavano gran parte delle aziende artigianali e piccolo-industriali. Il secondo conflitto mondiale generò una grave crisi economica, cui seguì un notevole aumento dell'emigrazione.

In anni recenti San Giorgio di Nogaro ha iniziato una sensibile ripresa anche grazie all'istituzione di una zona industriale denominata Aussa-Corno per la sua dislocazione geografica nel triangolo compreso tra la foce dei due fiumi.
Sul fiume Corno trova collocazione anche una moderna darsena. Partecipano alla notorietà di San Giorgio, il Palazzo  Municipale, la Villa Vucetich, la ricorrenza annuale della Grande Fiera ItinerAnnia “la mostra-mercato della zona Annia - terra di acque sorgive e di laguna” (prima decade di Giugno) e soprattutto la mostra permanente a San Giorgio lungo la via Annia collocata presso la barchessa di Villa Dora.

L’esposizione, curata dall’Associazione culturale
ad
Undecimum in collaborazione con l’Amministrazione comunale, mette in mostra alcuni dei reperti recuperati nel corso degli scavi archeologici condotti all’interno della chiesa di San Giorgio Martire di San Giorgio di Nogaro ed in località “Motta di Foghini” alle porte della frazione di Chiarisacco.

Si tratta di indagini che hanno permesso di raggiungere importanti risultati scientifici e culturali tra i quali è d’obbligo segnalare la scoperta di parte delle strutture di una chiesa paleocristiana di cui si sono conservati l’abside semicircolare e un lacerto pavimentale mosaicato policromo attribuibile al V sec.

Attraverso il percorso espositivo vengono ricostruite le varie fasi che hanno caratterizzato il popolamento antico della comunità sangiorgina documentate da reperti archeologici che dal neolitico all’età del ferro, dalla romanizzazione al medioevo, testimoniano la costante presenza umana di questo territorio posto al centro della bassa friulana.

Comune di San Giorgio di Nogaro Villa Dora. San Giorgio di Nogaro

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