LE STRADE ROMANE
Leonardo Trevisan

Le strade romane La via Annia di Tito Annio Rufo  I ritrovamenti
Dalla via Annia verso altre direzioni La via Annia itinerari  I territori interessati dal tracciato

archeologia e turismo Progetto la Via Annia e il "Premio Altino 2008"

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Passo Praderadego -TV. La via Claudia Augusta spianata in quota.



Colfosco - TV. Ponte romano della Claudia Augusta.
 


Musestre - TV. 1939 A. De Bon. Resti della Claudia Augusta verso Altino.

Le strade romane
Nel mondo romano, l’apertura di una strada costituiva un avvenimento molto importante e la sua costruzione era riservata agli alti magistrati nel periodo della repubblica e agli stessi imperatori durante l’impero.

La sua costruzione ha seguito di pari passo l’espansione di Roma nel territorio italico, e nelle province dell’Impero, assolvendo, a seconda dei casi, esigenze di carattere militare, politico ed economico che aveva come comune denominatore la necessità di mettere in comunicazione realtà geografiche e amministrative sempre più distanti.

Le principali caratteristiche nel tracciare una strada erano tre: in linea retta, il percorso rilevato e la permanenza in quota. La linea retta era derivata dalla priorità assoluta data al raggiungimento più rapido possibile del punto d’arrivo, mentre per il percorso rilevato e in quota era determinato da motivi di sicurezza al fine di evitare imboscate e attacchi di sorpresa.

Le tecniche costruttive si dividevano in tre tipi: le viae terrenae (in terra battuta), le viae glarea stratae (con copertura di ghiaia), e le viae silice stratae (strade lastricate). Nei percorsi invece che percorrevano le paludi, le valli e i passi montani il tipo di tecnica costruttiva variava a seconda della morfologia del terreno. Tra le più importanti infrastrutture realizzate nelle strade romane, considerate come vere e proprie opere d’arte, erano i ponti e i ponti-aquedotto.

Le strade alle porte di Altino
Dai ritrovamenti e dai tracciati ancora evidenti delle strade romane alle porte di Altino si può dedurre che la Via Annia sia stata costruita in gran parte con la tecnica della viae glarea stratae composta, in superficie, da uno strato di ghiaia di circa 20 cm e da un secondo strato di ciotoli, dallo spessore di circa 50 cm, poggiato su di un terrapieno sabbioso, mentre in prossimità dei centri urbani era ricoperta di basoli.

La strada basolata nella città di Altino era stata costruita con la tecnica viae silice stratae, mentre la Via Claudia Augusta era stata costruita con la tecnica viae silice stratae nelle vicinanze della città e di un poderoso terrapieno con percorrenza verso la pianura trevigiana.

     
  Strada romana e strada di oggi.   Altino. Massicciata di pietre legate con malta rinvenute durante lavori di urbanizzazione della Claudia Augusta.  


Le strade dell'impero romano.

 


Strada romana.
 

La groma
La groma serviva all’agri-mensore per tracciare linee rette sul terreno. Lo strumento consiste di due bracci a croce fissati con un perno a un sostegno verticale. All’estremità di ciascuno dei bracci era appeso un filo a piombo. L’aiutante si poneva a una certa distanza con un paletto, e lo piantava nel terreno secondo le indicazioni del geometra,
il quale traguardava lungo uno dei bracci della groma.

UN MODELLO DI COSTRUZIONE
Dapprima si tracciavano sul terreno due sulci, distanti fra loro quanto l’ampiezza della futura strada. Entro questo spazio veniva scavata una fossa (A) (gremium)  fino a trovare il terreno solido e, se questo non era sufficientemente consi-stente, si provvedeva al suo consolidamento mediante l’utilizzo di pali come per la costruzione della città d’acqua “Venezia”.
Sul fondo del gremium veniva poi gettata una massicciata di pietre (B) (statumen), alta dai venti ai sessanta centimetri e legata con malta ed argilla, che doveva servire da fondazione della strada, e sopra questa uno strato di pietrisco e di frammenti di cotto (C) (ruderatio o rudis), per rendere più solido il tutto e per il drenaggio delle acque.  La ruderatio veniva quindi ricoperta da uno strato di sabbia (nucleus) sul quale infine era inserito il pavimento stradale (D) (summa crusta o pavimentum) composto di grosse lastre di pietra (basoli). Alcune viae erano anche fiancheggiate dalle crepidines, due corsi di pietre che  servivano a delimitare il piano stradale, e dai gomphi, cioè da paracarri.

 

Progetto Via Annia (finanziato da ARCUS S.p.A. e sostenuto dalla Regione Veneto e dal Comune di Padova)

   

Progetto Via Annia - Introduzione - YouTube
Da:progettoviaannia / 21 aprile 2010

Progetto Via Annia - Strade - YouTube
Da:
progettoviaannia / 21 aprile 2010

 

Progetto Via Annia - Ponti - YouTube
Da:
progettoviaannia / 21 aprile 2010

Realizzazione video e ricostruzioni 3D: Pietro Salerno / Direzione di produzione: Francesca Romana Conti / Coordinamento: Irene Ollargiu / Direzione scientifica e redazione testi: Guido Rosada, Dipartimento di Archeologia, Università degli Studi di Padova - Francesca Veronese / Grafica e fotoritocco: Lara Bartoletti, Marco di Sandro / Voce narrante: Marina Leoni / Musica: Fabrizio Fusi.

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