TESTIMONIANZE
Leonardo Trevisan

Le strade romane

La via Claudia Augusta

Testimonianze

Ipotesi a confronto

La strada dell'Agozzo   Terrazza Claudia Augusta

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Le due pietre miliari che testimoniano il percorso della Claudia Augusta.

La prima del 46 d.C. trovata nel 1552 a Rablà nei pressi di Parcines (Merano).

Rablà (C.I.L., V, 8003):

            TI(berius) CLAUDIUS CAESAR
           
AUGUSTUS GERMAN(icus)
            PONT(ifex) MAX(imus) TRIB(unicia) POT(estate) VI
            CO(n)S(ul) DESIG(natus) IIII IMP(erator) XI P(ater) P(atriae)
            (vi)AM CLAUDIAM AUGUSTAM  
            QUAM DRUSUS PATER ALPIBUS
            BELLO PATEFACTIS DEREXSERAT
            MUNIT A FLUMINE PADO AT
           
(f)LUMEN DANUVIUM PER M(ilia)
            P(assuum) CC(...)

traduzione:

“Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, pontefice massimo, insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, console designato per la quarta, imperatore per l’undicesima, padre della patria, la VIA CLAUDIA AUGUSTA, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì dal fiume Po al fiume Danubio per miglia CC...”.

 

La seconda del 47 d.C. trovata nel 1786 a Casiomaggiore (Feltre).

Cesio (C.I.L., V, 8002):

            TI(berius) CLAUDIUS DRUSI F(ilius)
           
CAESAR AUG(ustus) GERMANICUS
            PONTIFEX MAXUMUS
           
TRIBUNICIA POTESTATE 
            VI CO(n)S(ul) IV IMP(erator) XI P(ater) P(atriae)
            CENSOR VIAM CLAUDIAM
            AUGUSTAM QUAM DRUSUS
            PATER ALPIBUS BELLO PATEFACTIS DEREX(e)RAT
            MUNIT AB ALTINO USQUE AD FLUMEN
            DANUVIUM M(ilia) P(assuum) CCCL.


 

traduzione:

“Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, figlio di Druso, pontefice massimo, insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, console per la quarta, imperatore per l’undicesima, padre della patria, censore, la VIA CLAUDIA AUGUSTA, che il padre Druso, aperte
le Alpi con la guerra aveva tracciato, munì da Altino fino al fiume Danubio per miglia CCCL”.


 

Colonna Feltrina scoperta durante la ricostruzione della chiesa di S. Maria e usata come sostegno per la mensa dell’altare dedicato
a S. Antonio. Fu acquistata dai fratelli Tauro nobili feltrini e quindi trasferita nella loro villa delle Centenere.

 

 

L’imperatore CLAUDIO

Tibèrio Claudio Cesare Germanico (Lione, 10 a.C. - Roma, 54 d.C.), figlio di Druso Maggiore e di Antonia Minore.

Per la rivalità esistente fra le famiglie Giulia e Claudia, oltre che per la malferma salute, visse fino a 50 anni lontano dalle cariche pubbliche conducendo una vita ritirata: si dedicò agli studi classici, con opere sugli Etruschi, su Cartagine e sulla stessa storia di Roma.

Alla morte di Caligola (41 d.C.) Claudio fu eletto imperatore dai pretoriani esautorando completamente il Senato.

Claudio prese subito provvedimenti per migliorare l’amministrazione e il bilancio dello Stato: si circondò di esperti collaboratori e fece realizzare importanti opere pubbliche fra cui il porto di Ostia, acquedotti e strade.

La via Claudia Augusta, tracciata dal padre Druso durante la conquista della Rezia condotta insieme allo zio Tiberio, divenne sotto Claudio un’importante arteria di comunicazione tra l’Adriatico e il Danubio.

Concesse, inoltre, l’accesso al Senato ai nobili della Gallia, creò una nuova classe dirigente e consolidò l’autorità imperiale.

Apportò modifiche importanti al diritto riguardante il matrimonio, l’eredità e la schiavitù ed estese i confini dell’impero romano con campagne militari in Britannia, in Mauritania e in Tracia.

Claudio morì nel 54. d.C., avvelenato, forse, dalla ambiziosa moglie Agrippina, che voleva portare al trono imperiale il giovane figlio Nerone, nato da un suo precedente matrimonio.

 


Busto dell'imperatore Claudio

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