VENDEM└R

Diego Stefani

VendemÓr

Udˇr de most

manh che peta

pie bagnadi e fredi

rider, cantÓr

tut anh laorÓr.

 

Big˛i strachi

thest petadithi

braghese inamidade

dal most

af che te cor drio.

 

Car co sora

tine cari˛te

ligade

da quatro sache storte.

 

Le so rode

le asa

do righe dure e fonde

come le manh

del contadýnh

che co lŕ sera

coi pie nudi e fredi

al schintha l'ua

par far al vin. 
 

Vendemmiare

 

Odore di mosto

mani appiccicose

piedi bagnati e freddi

ridere, cantare

tutto un lavorare.

 

Bicolli stanchi

cesti che appiccicano

pantaloni inamidati

dal mosto

api che ti rincorrono.

Carri con sopra

tini

legati

da pochi rami contorti.

 

Le sue ruote

lasciano

due solchi duri e fondi

come le mani

del contadino

che la sera

con i piedi nudi e freddi

schiaccia l'uva

per fare il vino. 

CONTADIN

FILĎ

TERRA MEA

AL GAL

PIPO

EMIGRAR

RADICI DE CANP

TRATĎR

BORGO THIMAVILLA

MILANH

VENDEM└R

LE ME MONTAGNE

 

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Gli aspetti pi¨ genuini della vendemmia, gli odori tipici del mosto, la felicitÓ di raccogliere un frutto che, nonostante le fatiche, non sempre la natura consegna integro.

Mani appiccicose, piedi bagnati e freddi, pantaloni imbevuti di mosto, il raccogliere ed il portare l'uva in cesti rudimentali, i bicolli, i carri con i tini, i piedi scalzi per fare l'uva... ci troviamo nel presente o nel passato?

"Rider cantar tut an laorÓr".

Soprattutto da queste parole si capisce che l'autore Ŕ andato con la fantasia agli anni trascorsi, a quando vendemmiare era sinonimo di: faticare per aiutare, partecipare, conoscere, collaborare.

Tutto questo, trasudava, si respirava nell'aria e si esprimeva nella vitalitÓ e nella gioiosa compagnia dei vendemmiatori, nei loro canti e nelle loro chiassose risate.