TRATOR

Diego Stefani

Trat˛r

Trat˛r lonch, hjert

de piere bagnade

de salt e scalýn

pý de 'na olta segna confýn.

 

Trat˛r, co musa 'n tele spale

hjachŕte co maneghe ligade

entro

na feta de polŔnta par disnÓr

quant caminÓr

par in thima rivÓr!

 

Trat˛r de sas

de ud˛r posadis

de sud˛r insalÓm desavý

quant tirÓr, frontÓr

par a bass rivÓr

co brath de picol˘n

gambe che trema

tut par an piat de fasoi

a thena.

  

Trattura

Tratture lungo, ripido

di pietre bagnate

di salti e scalini

pi¨ di una volta segni i confini.

 

Tratture, con slitta sulle spalle

giacche con maniche legate

dentro

una fetta di polenta per pranzare

quanto camminare

per in cima arrivare.

 

Tratture di sassi

di odore d'acqua stagnante

di sudore salato, insipido

quanto tirare, frenare

per infondo arrivare

con broccia a penzoloni

gambe che tremano

tutto per un piatto di fagioli

a cena. 

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Percorsi di montagna che testimoniano i tristi e faticosi lavori dei contadini di qualche anno fa. Percorsi ripidi e disagiati che fendono le montagne nei punti pi¨ impervi.

Il portare a valle fieno e legna costituiva indispensabile sostentamento per le famiglie contadine del paese; gli unici mezzi, allora disponibili, erano proprio le slitte di legno da portare a spalle.

Trasuda e si coglie senza difficoltÓ, tra le righe della poesia, l'enorme fatica di quegli anni ed i grandi sacrifici allora sostenuti... e "tutto per un piatto di fagioli a cena".