LA MUSICA COME LINGUAGGIO  

Antonio Rizzo - Leonardo Trevisan

  leo@fondazionepremioaltino.it  

 

>> EDUCAZIONE MUSICALE. Le nove tavole del testo legislativo

 


RIFLESSIONE SULLA PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE DELL'EDUCAZIONE MUSICALE

 

... "I vari insegnamenti esprimono modi diversi di articolazione del sapere, di accostamento alla realtà, di conquista, sistemazione e trasformazione di essa, e a tal fine utilizzano specifici linguaggi che convergono verso un unico obiettivo educativo: lo sviluppo della persona nella quale si realizza l'unità del sapere".

Potrebbe risultare non pertinente affermare che i vari insegnamenti, accostandosi alla  realtà, "utilizzano specifici linguaggi", soprattutto quando ci si deve riferire ad alcune materie che  in modo determinato non  sembrano  possedere aspetti di particolare carattere linguistico (per esempio la matematica, l'ed. tecnica, l'ed. artistica. . .).

In realtà considerare secondo un'ottica linguistica le varie materie d'insegnamento, non solo è corretto sul piano critico, ma anche consente di raggiungere una visione metodologica unitaria per quanto riguarda lo sviluppo di tutte le discipline secondo criteri veramente interdisciplinari.

Infatti visto che la scuola come obiettivo complessivo intende "promuovere la formazione dell'uomo e del cittadino", per cui cerca di favorire in tutta la sua attività "la progressiva maturazione della coscienza di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno", è  impensabile ipotizzare una coscienza della realtà sia interiore che del mondo circostante senza conoscere i vari linguaggi con cui questa realtà di volta in volta si esprime.

Ecco quindi che le diverse materie devono essere insegnate rapportandosi costantemente alla fondamentale esigenza di far crescere negli alunni l'abilità di comprendere chiaramente il reale (sia interiore che del mondo esterno) tenendo conto del fatto che la sua complessità può essere compresa solo conoscendo gli specifici linguaggi attraverso i quali esso manifesta i diversi modi della sua presenza, nell'ambito di un processo evolutivo di cui vanno chiarite le singole fasi.

In  quest'ottica, perciò, discipline come la matematica, l'ed. tecnica, l'ed. artistica, si inseriscono tutte in una visione di tipo linguistico. 

Mentre infatti lo studio della matematica permette di cogliere l'aspetto quantitativo del reale, che costituisce uno dei linguaggi con cui la realtà si esprime, l'ed. tecnica consente di cogliere l'aspetto tecnico con cui lo stesso reale stabilisce rapporti di comunicazione con noi, come li stabilisce secondo l'aspetto artistico, religioso, fisico e così via.

Questa necessità di rapporti con il reale secondo il linguaggio mediante il quale esso si manifesta all'uomo è stata del resto avvertita anche in passato, come si può desumere per esempio da una famosa pagina del "Saggiatore" (1623) di Galileo Galilei: "La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto dinanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intendere umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto".

Se quindi deve essere riconosciuta una connotazione linguistica a tutte le discipline oggetto d'insegnamento,  questo fatto comporta l'esigenza di stabilire un costante collegamento interdisciplinare fra tutte le materie e ciò vale a maggior ragione per quelle che più specificatamente presentano una natura linguistica, comprendendo fra queste l'ed. musicale che viene intesa come una forma di linguaggio; essa infatti mediante la conoscenza e la pratica della musica intesa come forma di linguaggio, contribuisce al pari delle altre discipline, alla maturazione espressiva e comunicativa del discente.

Tale maturazione espressiva e comunicativa è del resto un obiettivo di fondo di tutte le discipline linguistiche.

A questo punto già si può capire come sia opportuno, esaminando gli obiettivi e le metodologie da assumere per l'insegnamento dell'ed. musicale, riferirsi anche agli obiettivi e metodologie tipici dell'insegnamento della lingua italiana perché, se è vero che "il linguaggio verbale (italiano) ha una sua evidente centralità", è altrettanto vero che "tutti i linguaggi propri dell'uomo - verbali e non verbali (per esempio quelli musicali)-  devono integrarsi nel processo educativo, anche se ognuno di essi è più specifico oggetto d'insegnamento di singole discipline".

A convalidare questa opportunità (che del resto viene suggerita dai nuovi programmi: "Riuscirà pertanto  pedagogicamente e didatticamente utile programmare le interrelazioni delle varie discipline in vista di un approccio culturale alla realtà più motivato e concreto") sta il fatto che una consistente parte degli obiettivi e delle indicazioni metodologiche previste per l'italiano possono essere sicuramente riferite all'ed. musicale, tenendo presente la già citata sua natura linguistica.

Anche con l'uso e lo studio del linguaggio musicale l'alunno può raggiungere gradualmente come obiettivo fondamentale la capacità di:

- "acquisire ed esprimere l'esperienza del mondo e di sé" (attraverso il momento della ricezione cioè dell'ascolto,
  esecuzione e creatività);
- "stabilire rapporti interpersonali e sociali" (attraverso il momento comunicativo del "fare musica");

- "sviluppare attraverso la riflessione sul linguaggio, le modalità generali del pensiero, quali, ad esempio, l'articolazione
  logica, il senso dell'evoluzione del tempo e della diversità dello spazio" (attraverso lo studio degli elementi che
  costituiscono il linguaggio musicale intesi sia nell'ambito dell'educazione dell'orecchio musicale -notazione, ritmo,
  melodia, altezza, intensità, durata. . .-, che dell'ascolto guidato -da un lato individuando i medesimi aspetti  ritmici,
  melodici, armonici. . ., dall'altro precisando quella che è stata l'evoluzione del  linguaggio musicale nel tempo e nella 
  diversità  dello spazio-) .

- "prendere coscienza del patrimonio culturale col quale giunge alla scuola e accedere via via ad un mondo culturale più
  ampio, sia moderno che passato, sia nazionale che internazionale" (attraverso lo studio della situazione musicale 
  tipica dell'ambiente  originario sul piano conoscitivo e pratico, e lo sviluppo dell'ascolto musicale sul piano diacronico;
  - attraverso il tempo - e sincronico - nell'unità di tempo, cioè relativo alle diversità spaziali - senza escludere le
  implicanze estetiche).

Seguendo la strada della connessione tra italiano ed ed. musicale, essendo entrambi forme di linguaggio, non si può fare a meno di rilevare come più di qualche indicazione metodologica prevista per l'italiano possa essere utilizzata anche in funzione dell'ed. musicale.

Infatti lo sviluppo delle attività espressivo-creative e fruitivo-critiche, previste sul piano metodologico per l'insegna-mento dell'italiano, trova riscontro nei momenti della creatività e dell'ascolto ragionato.

Perciò anche nello svolgimento dell'ed. musicale sarà opportuno dare "spazio in modo vario ad attività che sollecitino l'iniziativa dell'alunno e favoriscano il rafforzarsi delle sue capacità mentali, il suo progressivo contatto con la realtà nonchè la conseguente analisi della esperienza, dei pensieri e sentimenti personali da esse suscitati".

Per di più, visto che sia per l'ed. musicale come pure per l'italiano sono previsti studi di tipo letterario (analisi dei testi per l'italiano e lettura dell'opera per l'ed. music.) con particolare riguardo all'aspetto estetico, storico-sociale e alla personalità dell'autore, anche per l'ascolto musicale ci si può servire delle indicazioni metodologiche previste a questo proposito per l'italiano: gioverà  quindi promuovere "la lettura guidata dall'insegnante in ordine alla comprensione dell'insieme e dei particolari (dell'opera) ampliando i contenuti del testo (musicale) attraverso conversazioni, esercitazioni orali e scritte sul significato generale (descrizione di un paesaggio, espressione di vivi sentimenti interiori,..), sugli aspetti essenziali, su elementi lessicali (ritmo, melodia, timbro, altezza, ...)".

Se poi per quanto riguarda l'italiano "l'apprendimento linguistico comporta la riflessione sulla lingua in atto" cosicché, oltre che a riflettere sulle strutture grammaticali (per la musica intesa come elementi di notazione), si deve pure considerare che "la riflessione sull'uso vivo e attuale della lingua va congiunta ad una coscienza storica che porti a cogliere nella evoluzione della lingua le connessioni con la storia sociale, politica, culturale", stessa riflessione potrà essere svolta sulla evoluzione del linguaggio musicale con tutte le implicanze storiche, politiche e culturali.

La programmazione curricolare dell'insegnante di ed. musicale, fatte salve le competenze al riguardo del Consiglio d'Istituto, del Consiglio dei Docenti e del Consiglio di classe, deve svolgersi, al pari delle altre discipline, rispettando le fasi previste dal programma ministeriale, per cui esse dovrà comprendere i momenti più salienti indicati nelle nove tavole del testo legislativo riguardanti l'Educazione Musicale.

 

 

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