ida gerosa

 
 

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Ida Gerosa ha studiato Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma e Arti figurative al Centro statale Arti Ornamentali, concentrando i suoi interessi sui temi della percezione visiva. Dopo anni dedicati all’arte “tradizionale” (più di cento mostre, una “Via Crucis” in olio su legno per la chiesa di Tarquinia Lido, un libro “Il discorrere delle cose” di acquatinte e poesie), affascinata dal nuovo mondo tecnologico, dal 1984 al 1986 ha seguito uno stage di ricerca d’arte con l’elaboratore al Centro scientifico IBM di Roma durante il quale ha collaborato per creare il primo programma grafico a colori del mondo.

Immagini che si riferiscono prima del periodo della computer art.

 

                 

 
 

Con lo stesso programma, dal 1986 al 1992 ha prodotto immagini d’arte al computer presso l’Istituto di Astrofisica spaziale del CNR. Dal 1994 al 1997 è stata ospitata dalla soc. Tecnoteam per lavorare con un Risc 6000 e il programma TDI della Thompson. Dal 1998 lavora nel suo studio con un Pentium Pro e il programma 3D Studio Max.
Invitata nel 1994 alla Biennale di San Paolo (Brasile), i suoi lavori sono conservati anche nel Modern and Contemporary Art -National Museum of Women in the Arts di Washington e nella Banca Dati della InterCommunication Center di Tokyo.
“Pozzo di cristallo” (già esposto al Palazzo delle Esposizioni a Roma, nella mostra “La coscienza luccicante” - 1998) e  “Dal volante” (già esposto alla 22° Biennale di San Paolo - 1994) sono opere permanenti del Museo Pecci di Prato.

L’Enciclopedia Italiana Treccani la riporta come una degli innovatori del linguaggio artistico in Italia, nel capitolo “Nuovi linguaggi”.
Tra le moltissime mostre/proiezioni in Giappone, Australia, Stati Uniti, Europa e in varie città italiane, gli ultimi eventi a Roma sono alcune installazioni particolari come quella a forma di mezza  spirale del  Palazzo dei  Congressi  all’EUR, nel

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