LA PRESENZA MUSICALE NELL'ARTE VISIVA
DI SIMON BENETTON

                                                                                       
                                                                                       
Leonardo Trevisan

leo@fondazionepremioaltino.it                      >> profilo del musicista         >> MP3          >>  Ugo Amendola musicista veneziano                   


Evoluzione (1991)

Esperienza vissuta all'interno del Premio Altino
 

L'impegno a studiare ed analizzare le possibilità di un inserimento musicale nelle sculture di Simon Benetton si fonda essenzialmente su due elementi:

- lo sviluppo storico della ricerca di accostare la musica all'arte visiva;

- l'attenzione per la componente emozionale dell'uomo che si avvicina all'opera d'arte.

Per  entrambi i punti risulta di fondamentale importanza incontrare l'autore di un'opera come uomo-arte,  uomo-tempo,  uomo-natura,  uomo-uomo  e conoscere l'ambiente in cui vengono collocate  le sue creazioni.

In quest'ottica nasce l'esperienza che vedrà i ragazzi della Scuola Media Statale "A. Roncalli" di
Quarto d'Altino - Venezia di fronte alle sculture di Simon Benetton non come fruitori passivi, ma come ideatori di un connubio musica-scultura.

Per far ciò gli alunni dovranno conoscere momenti storico-evolutivi propri dell'Educazione Musicale e dell'Educazione Artistica.

In questo modo l'acquisizione di un sapere sarà finalizzata ad un saper fare.

Le precedenti esperienze, in cui i ragazzi sono stati messi a diretto contatto "teoria-pratica" con gli autori, hanno dimostrato come i preadolescenti riescano ad assimilare bene i concetti, le tecniche, i contenuti e tutto quello che gli artisti comunicano per mezzo delle proprie espressioni d'arte.

Ecco un modo diverso di fare cultura e di istruire i nostri studenti abbandonando certi schemi ormai superati e per di più riuscendo a cancellare il solito 'adagio' "Quest'opera è noiosa, brutta, è tutta stonata, astratta: non ci capisco niente, non la conosco".

La musica esercita un ruolo molto importante in noi stessi, per esempio, relativamente alla senso-rialità, per quanto riguarda il ritmo e il suono, all'affettività, per quel che riguarda la melodia musicale, all'intelligenza, per tutto ciò che è armonia e presa di coscienza del linguaggio musicale.

Lo stesso discorso vale anche per le opere d'arte di Simon  Benetton per quanto riguarda i moduli, gli impulsi dinamici, le torsioni ritmiche, la corposità armonica, la vibrazione plastica e sonora nello spazio. . .                                                                                                                                                                      

L'ascolto a seconda del genere o dello  stile musicale contribuisce inoltre allo sviluppo della sensibilità, del temperamento e dell'evo-luzione, e ancora opera come terapia suscitando momenti di rilas-samento e di serenità.


E' anche vero che certa musica agisce in modo negativo provo-cando uno stato di ansia, di  eccitabilità, un senso di paura, e ancora influisce sulla respirazione, sul sistema cardio-vascolare, rallentando o accelerando il battito del cuore, ma, in questi casi, interessa la medicina e non l'arte e la cultura come nel nostro am-bito educativo e formativo.

 

Una delle fasi più delicate durante l'interazione espressiva tra "scultura e musica" avviene nel momento in cui si devono assegnare alle sonorità, ai timbri strumentali, i ritmi e all'aspetto melodico e armonico musicale, le  funzioni descrittive e liberatorie dell'opera visiva, delle sue forme, movenze e dei suoi giochi di luce  che pene-trano tra le fessure e le sagome del ferro. 

 

Ferro che, una volta sprigionato dalla lavorazione artigianale, vuole dialogare, comunicare, danzare e per di più imprimersi nell'arte "ambiente-spazio" con la sua bellezza, grazia, forza vitale e di tanto in tanto facendosi anche esuberante e austero.

 

Qui la musica è voce degli attori, crea stati d'animo, movimento e azioni spesso derivati dalla fantasia, mentre la scultura-immagine  presta il proprio corpo per renderlo vitale e vivibile allo spettatore.

 

Infatti  è  soprattutto con il pensiero ed il sentimento che si

«Progetto Arcobaleno»

cresce verso l'Europa

La nuova Venezia 12.5.1992

QUARTO D'ALTINO
   Domani mattina alle 10 alla scuola media Roncalli, prende av-vio il  progetto  Arcobaleno, rasse-gna  articolata di iniziative  culturali, artistiche e didattiche, che si protrarrà fino a domenica 19.
    La lunga kermesse culturale, che coinvolge amministrazione comu-nale,  istituzioni scolastiche e cit-tadinanza, offre una singolare esperienza di interdisciplinarietà tra manifestazioni formativo educative, attività teatrali, danza, musica e spettacolo in genere.
    «Le finalità del progetto Arco-baleno che ha ormai una tradizione quinquennale — riferisce il professor Leonardo Trevisan — sono quelle di realizzare una sperimentazione didattica inter-disciplinare che prepari l'istituzione scolastica  all'inserimento nella so-

cietà europea.
   I pro
grammi del progetto sono in-fatti già oggetto di studio di appo-site commissioni appartenenti a diverse scuole europee. La scuola veneziana si pone così all'avan-guardia».
    I primi appuntamenti per domani e martedì, consistono in due incon-tri con il gruppo «Movimentismo dell'arte» di Jesi, in cui si discuterà di alcuni linguaggi dell'arte contem-poranea attraverso un laboratorio creativo a cui parteciperanno gli studenti per la realizzazione di sce-nografie per balletti.            
    Le scenografie del gruppo di Jesi troveranno spazio in luglio in una mostra presso l'ex convento di San Domenico a Spoleto, durante il festival dei Due Mondi.

                                       Aldo Trivellato

       

Treviso. Amendola, Trevisan, Benetton.

comprende la musica, la scultura e la pittura.

Il pensiero porta i ricordi, li fa riaffiorare dall'inconscio; il sentimento li colora, li movimenta, li fa grandi o piccoli, a seconda che essi premano o meno nel profondo dell'animo, con la viva forza della commozione esteti-ca.

 

La musica, la scultura e la pittura diventano l'arte di un potere suggesti-vo, magico, evocante un'atmosfera e suscitante le emozioni più intense e le sensazioni più profonde.

 

Una prima fusione tra l'espressione d'arte visiva e quella musicale "scultu-ra e musica" si realizza con la presentazione in anteprima del Premio Altino maggio 1992 presso il palasport di Quarto d'Altino Venezia.

 

L'insieme vede le tre sculture di Simon Benetton "POLARITA'", "VERTICA-LE" ed "EVOLUZIONE", collocate nel nuovo complesso residenziale di

                                                                                   Quarto d'Altino, abbinate ai tre movi-menti "ALLEGRO, ADAGIO, ALLEGRO con brio" del Concerto per pianoforte e orchestra d'archi di
UGO AMENDOLA, illustre compositore veneziano.

La  particolare commistione musicale di "linee melodico-orizzontali e di verticalità accordali", il dialogo dello strumento solista con l'orchestra e la "densa ossatura ritmica e motoria" del primo movimento Allegro del concerto, evidenziano bene l'opera "POLARITÀ", che nel suo suddividersi in filamenti esce dal contorno definito della materia risolvendosi in una continua modulazione nello spazio. 

Essa rappresenta la vita comune nella zona residenziale, ove ogni persona si impone come singolo individuo ma alla ricerca di un rapporto collettivo.

Le eleganti pagine dell'Adagio, più poetiche e sospese, mettono in movimento vitale la "VERTICALE" che mantiene il rapporto tra uomo e natura. Le atmosfere strumentali e coloristiche creano un clima singolare e piacevole.

L'Allegro con brio riprende il movimento quotidiano riproducendo l'"EVOLUZIONE" con una vivezza ve-ramente incredibile e unica.
L'opera nella sua torsione e tensione manifesta la voglia di vivere, di crescita e di progresso dell'in-sieme del complesso residenziale.

Altra esperienza di abbinamento è stata stimolata dall'opera "VERTICALE".
La sua sublime struttura e ammirevole posizione di collocazione ha contribuito alla realizzazione di una composizioni musicali.

Un brano dal genere leggero per gruppo strumentale dal titolo "Infinito amore" creata dallo scrivente.

La scultura è collocata vicino al fiume Sile, circondata da verde e fiancheggiata da un viale "passeg-giabile".

Il luogo circostante, permettendo al visitatore di sostare, suscita di giorno momenti di tranquillità e
di sera, e al tramonto, momenti romantici.

La natura le fa da cornice offrendole elementi espressivi quali: il ciclo, le stelle, l'aria, la luce, il sole, l'acqua. . .

Inoltre "VERTICALE" si presta ad essere toccata, girata, in modo da far filtrare tra le fessure i giochi di colore e di ombre dell'ambiente invitando lo sguardo ad andare oltre l'orizzonte, verso una libertà  spaziale come definito anche dal brano "Infinito amore".
 


Quarto d'Altino. Complesso residenziale

 

 

 

 

 

 




Polarità


Evoluzione


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