il canto popolare



 

TEMATICHE DA CONSULTARE


 

   Leonardo Trevisan

per no' desmentegàr

 

La musica è nata con l'uomo e lo accompagna in ogni momento della sua esperienza umana affettivo-emozionale, ideologico, e sociale-storica.

Sorge dal dialogo tra l'uomo e il mondo  ma soprattutto dal suo modo di intendere la vita.

La musica prende forma e si lega alla cultura seguendo l'evoluzione dell’esistenza dell'uomo, della società e della moda.

Ogni area geografica, ogni periodo storico, ogni civiltà più o meno colta e progredita, possiede la propria musica.

Il canto popolare è l'espressione spontanea di un popolo e ne interpreta i sentimenti e le aspirazioni; in esso si rispecchiano i vari fattori ambientali, le tradizioni e le rievocazioni.

Una delle sue caratteristiche primarie è di essere tramandato e diffuso oralmente attraverso esecuzioni pubbliche e/o private tra gente di uno stesso ambiente (durante un filò nella stalla, la mietitura, la vendemmia, in un'osteria, in una fiera, nello stesso ambiente lavorativo), tra emigranti, tra soldati.

Uomini, donne, giovani che cantano una speranza, un momento rituale, una gioia, una nostalgia, una tristezza, un ricordo, un affetto o un amore.

Molti canti sono stati composti e altrettanti dimenticati perché non rispondevano più alle esigenze per cui erano stati proposti.

Attualmente, qui nel veneto, in momenti e occasioni sociali diverse si ricordano e si cantano quelli più recenti, considerati come l'ultima produzione del canto popolare.

Di consuetudine questi canti sono accompagnati dal suono di una fisarmonica oppure vengono interpretati polifonicamente da un gruppo corale.

Il canto popolare, essendo tramandato e diffuso oralmente, spesso può subire modifiche nel titolo, nel testo e nella musica.

Infatti non esistendo nulla di scritto ciascuno può introdurre a piacere delle piccole varianti.

Questo può avvenire anche quando un musicista o uno studioso cerca di trascrivere una realtà corale eseguita per lo più ad "orecchio".

 La struttura melodica ed armonica del canto popolare è piuttosto semplice, senza schemi e regole.

La struttura ritmica si presenta libera in certe parti, mentre in altre è regolata da un determinato movimento (andante, allegro, lento...).

Predomina la tonalità maggiore, mentre limitata è la presenza di gruppi di note ornamentali tra due suoni reali della melodia.  

 I canti più rappresentativi interpretati ancor oggi sono raccolti in sei momenti espressivi:

 

1. GLI ALPINI E LA GUERRA DI TRICEA

Momento espressivo dedicato a canti popolari testimoni di quel difficile periodo che gli alpini trascorsero tra le cime e le trincee durante la prima guerra mondiale:

 

MONTE CANINO  

Il canto racconta e documenta le sofferenze degli alpini ad alta quota durante la prima guerra mondiale tra l’esercito italiano e quello austriaco.

 

VA L’ALPIN

Fa ricordare che la vita dell’alpin non è fatta di luoghi comuni ma solo di cime e montagne.

Il testo evidenzia la nostalgia degli affetti familiari, le difficoltà da superare e il destino giornaliero dell’alpin.

 

ERA UNA NOTTE CHE PIOVEVA

Canto molto evocativo dell’alpin di guardia.

 Mette in risalto tre aspetti dolorosi della vita militare: i disagi, la paura dell’assalto e la lontananza.

 

2. L’ALPIN, LA MONTAGNA E L’OSTERIA

 Momento espressivo dedicato all’orgoglio, ai sentimenti e allo spirito dell’alpin:

 

SUL CAPPELLO

Il canto evidenzia l’onore e l’orgoglio dell’alpin. Quello di appartenere al corpo degli alpini, di portare sul cappello una penna nera come bandiera e di guerreggiar sui monti.

 

VINASSA VINASSA

Un canto che mette in risalto l’alpin come un buon bevitore di vino per rallegrare lo spirito. 

 

DI QUA, DI LÀ DEL PIAVE

Il testo non smentisce il vizietto dell’alpin quando non è sulle cime. Un’osteria per mangiare, per bere e poi far l’amore con una bella mora.

 

LA VALSUGANA

Un canto popolare che evidenzia due aspetti: l’amore verso i genitori e la gelosia della fidanzata. 

 

3. UN CANTO POPOLARE COME INNO

 

LA MONTANARA

Il dolce canto viene ascoltato e trascritto dall’alpinista Toni Ortelli verso la metà del primo Novecento.

Una volta armonizzato a Trento dal maestro Pigarelli incominciò a diffondersi ovunque fino a diventare l’inno della montagna. E’ ispirato alla leggenda di Soreghina, figlia del Sole.

 

4. LA FIGURA FEMMINILE

Il terzo momento espressivo evidenzia il lavoro, l’emigrazione,  l’amore e la limitazione della donna:

 

AMORE MIO NON PIANGERE

Ricorda il duro lavoro delle mondine che passavano le giornate curve sotto il sole d’estate, con i piedi e le mani nell’acqua ed esposte alle punture delle zanzare. In questo canto, una mondina saluta il fidanzato conosciuto durante i duri mesi di lavoro in risaia e annuncia il suo ritorno a casa.

 

MAMMA MIA DAMMI 100 LIRE

Si riferisce all’emigrazione dei contadini settentrionali che partivano con la valigia piena di speranze, di sogni ma anche di dubbi  e di  paure alla volta  dell’America  nella  seconda  metà dell’Ottocento. 

Questa volta però il viaggio finì con una disgrazia: il bastimento partito dall’Italia affonda tragicamente, ren-dendo irrimediabile l’amarezza per la partenza  e per l’abbandono di tutti gli effetti più cari.

 

BIONDA BELLA BIONDA

Il desiderio paterno. Quello di far crescere in fretta la figlioletta per darla in sposa. Ma una volta divenuta sedicenne la fanciulla diventò mamma senza riuscire a maritarsi.

 

QUEL MAZZOLIN DI FIORI

E’ il canto popolare italiano più conosciuto al mondo. Evidenzia i fiori della montagna e l’amore di una giovane verso il suo amato. Un canto dal carattere allegro, melodico e molto orecchiabile.

 

AVEVA GLI OCCHI NERI

Il testo mette in risalto una delle caratteristiche femminili di allora. L’amore semplice e spavaldo.

 

LA DOMENICA ANDANDO ALLA MESSA

Evidenzia la limitazione della donna e la condizione di subordinazione del capofamiglia.

 

5. LA FIGURA MASCHILE

Momento espressivo che mette in luce il comportamento e i sentimenti d’amore del giovanotto:

 

IL CACCIATORE DEL BOSCO

Evidenzia la storia del ricco e bel cavaliere che insidia l’ingenua e povera pastorella.

 

IL FAZZOLETTINO

Un canto d’amore, pieno di grazia e quasi fanciullesco.

 

LA STRADA DEL BOSCO

Considerata dal giovane la strada più bella per fare l’amore con la sua bella.

 

LA VILLANELLA

Il canto mette in risalto il malizioso sguardo maschile mentre passa la villanella.

 

COME PORTI I CAPELLI

Il giovane sempre pronto a fare i complimenti e corteggiare la bella biondina.

 

LO SPAZZACAMINO

Il testo fa conciliare il lavoro dello spazzacamino con i momenti dedicati al piacere.

 

QUI COMANDO IO

In questo canto  si evidenzia la subordinazione del maschio anche in atteggiamenti piacevoli.

 

6. IL CANTO NARRATIVO - COMICO

Il quinto momento espressivo propone vicende e narrazioni di contenuto comico. Una serie di canti che piacevolmente vengono cantati in  varie occasioni sociali:

 

POENTA E BACAÀ

 

ME MARIO XE BON

 

ME COMPARE GIACOMETO

 

LA PARONA NO VOL CHE CANTEMO

 

LA FAMEGIA DEL GOBON

 

L’OSELIN DELA COMARE

 





 

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